Sensori di parcheggio

Per migliorare la qualitą della guida


I sensori di parcheggio costituiscono una tecnologia che permette al guidatore di un'automobile, camion, autobus, ecc., di essere messo a conoscenza della distanza intercorrente tra il proprio veicolo e un altro veicolo vicino, o un oggetto in genere.
Mentre esistono variazioni nel disegno, tecnologia e caratteristiche di interfaccia, il sistema base prevede l'installazione di sensori sui paraurti dei veicoli.

Questi sensori emettono onde ultrasoniche, recentemente anche elettromagnetiche, che intercettano l'ostacolo ad essi più vicino e inviano le informazioni a una scheda elettronica, il controller, installata all'interno del veicolo stesso.
Il controller elabora le informazioni e le trasmette a un altoparlante che emette toni intermittenti di intensità variabile per restituire l'idea della variabilità della distanza e dell'approssimarsi del contatto. Oppure le trasmette a led luminosi che con lo stesso criterio si accendono progressivamente. O, ancora, a una combinazione dei due sistemi.



La prima invenzione
dei sensori di parcheggio a onde ultrasoniche, noti anche come Parkradar, è avvenuta in Italia dall'Ing. Massimo Ciccarello e dall'Arch. Ruggero Lenci (brevetto per invenzione industriale n. 1196650) presentato a Roma al Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato.

 

Attualmente l'invenzione viene regolarmente prodotta internazionalmente e installata sulle automobili, sia di serie che come accessori.

Dal 1989 fino agli anni 2000 si sono succeduti diversi brevetti dei sensori di parcheggio, in particolar modo negli Stati Uniti (per approfondimenti vedere collegamenti esterni a U.S. Patents).

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